domenica 17 aprile 2011
Auto-Erotismo Mentale. Erotismo Intellettuale.
Harley Quinn and The Joker by Alex Ross
L’auto-erotismo mentale è un passaggio verso il Reame dei piaceri inconfessabili…
Incesto per antonomasia
Orgasmi multipli da vuoti d’aria…
Ancora e ancora e finché riuscirai a frodare il Vero
(Nessuno Ti, Mi, Ci, Vi, Li AMA con la stessa viscerale intensità).
Ti rispecchio.
…
Immobilità voyeurista dall’angolo arredato ad Arte…
Il piccolo Universo di Nulla…
La fortezza indistruttibile…
L’Utero di ferro sigillato dall’interno.
Esilio.
Il cordone di spine attorcigliato intorno al collo quale pregiata seta del Divino Marchese…
Stringi e rapiscimi dall’Imperio degli Scissi!
Tristezza vittoriosa.
Rugiade moleste.
Ambulanti in stato comatoso, s’inebriano con l’aroma di fiori malaticci
quanto le scarne mani che li coltivarono;
Il Mio/il Tuo/il Suo/il Vostro/il Nostro/il Loro corpo/i
Emana ²/emani/emanate/emaniamo/emanano il profumo dell’Assenza.
L’IO si stampa nelle lettere dei possessivi pronomi
Siamo compatrioti di un’arida Nazione
Siamo passivi anarchici nella rarefazione
Aiutami a discernere il diverso, l’Altro!
Quel che accettare non so!
Quel che Essere non posso!
Paura della Piazza…
Codardo ripiego nell’Erotismo intellettuale…
E’ un piacere da deviati.
Il “Tu”, l’“IO” cospirano contro un “Noi” troppo lontano:
l’ironica corsa à rebours dei Signori…
Sii il Boia, sii il rapitore, sii il Minosse di una mente selvaggia!
Doma le nebulose infuocate dalle febbri del Cervello!
Frusta la Coscienza dei coscienti peccatori!
Violenta la Volontà che si eterna nel Pensiero!
Uccidi il Pensiero e avrai Lui e Lei…
Le maschere andranno in frantumi…
Il Monstrum cadrà in letargo…
Le foreste verranno arse…
Lo pseudo-Intelettualismo svanirà nella polvere.
Uccidi il Pensiero e il “TU” e l’“IO” diverranno un NOI.
At Last…
TRATTO DA http://lifeandopinionsofaninept.splinder.com/post/19219904/autoerotismo-mentale-erotismo-intellettuale
IL TABÙ DELL’AUTOEROTISMO FEMMINILE
“ 1) Esprimere il mio disprezzo per l’inutile attacco di illy lady a viola (evidentemente è proprio vero che l’imposizione violenta della propria personalità è un purtroppo comunissimo meccanismo di difesa)
2)Arrivo al punto che c’entra col 3d: parlo da uomo: donne, non pensate che il parlare di certe cose sia meta di una qualche arrivata rivoluzione sessuale…
Da che mondo è mondo è sensato pensare che la popolazione si masturbi… Bisogna solo analizzare la differenza del dosaggio del pudore fra maschi e femmine… Mi piaceva pensare alle donne come esseri delicati che non parlavano di certe cose, pur facendole… Certo che credo che tutto questo essere espliciti derivi dalle sollecitazioni che facciamo noi maschi su certi argomenti (alla fine spingiamo il sesso femminile a essere in qualche modo più maschile e poi ci scandalizziamo se succede)…Cmq, passatemi il paragone, sentire donne che parlano di masturbazione è un po’ come sentire donne che parlano di calcio o che bestemmiano…
Cmq vi ascolto con interesse…”
Questo è l’intervento di un ragazzo su un forum. Argomento principale è la masturbazione femminile. Quest’intervento potrebbe esserre un esempio interessante per avviare una discussione sulla sessualità femminile delle donne italiane di oggi e dell’autoerotismo (tema che mi sta molto a cuore).
L’autrice della discussione si chiedeva come mai nonostante sia una pratica normalissima,ancora oggi la masturbazione femminile sia dalle donne taciuta e che questo ostacolo possa inserirsi in un contesto dove le donne non hanno ancora raggiunto l’emancipazione.
La ragazza ha tentato di sfatare i pregiudizi sulla masturbazione e la vergogna che al giorno d’oggi le donne italiane provano a parlare di questa pratica. Ha aperto un dibattito che ha infastidito molte donne (compresi gli utenti di sesso maschile). La vergogna delle ragazze, leggendo tra le righe, è senza ombra di dubbio conseguenza dei pregiudizi sociali.
I pregiudizi sono forti e noi donne li abbiamo introiettati. La masturbazione viene bollata come appannaggio maschile. Gli utenti maschi utilizzano rigidi stereotipi di genere e non ci risparmiano termini dispregiativi come “cavalle golose” ad esempio. Le donne non possono parlare di sesso perchè sfaterebbero lo stereotipo che le vorrebbe come degli esseri delicati. Sono evidenti le paure degli uomini verso le donne che utilizzano la sessualità per il proprio piacere. Le paure sono molto alte sopratutto se si pensa che l’autoerotismo femminile è una pratica sessuale che esclude la partecipazione maschile e che da maggiori possibilità di raggiungere l’orgasmo.
Insomma, questa pratica è sottoposta a pregiudizi allo stesso modo dell’omosessualità femminile. L’omofobia contro le lesbiche colpisce quanto quella sui gay. Quest’ odio è talmente forte che il 90% degli uomini riescono sopportarle pensandole come un sogno erotico e costruendosi un immaginario riportato in molti film porno. Il resto nemmeno così.
Torniamo alla masturbazione. Qui è la donna che possiede il suo sesso, è soggetto sessuale, è attiva e il fine dell’atto è la propria soddisfazione sessuale. Un fine diverso e con diversi mezzi rispetto a quello della sessualità rappresentata nella cultura pornografica.
Non è un caso che nello stesso Paese dove il modello alternativo alla donna delicata è quello della donna-oggetto, si fa fatica a tollerare che le donne parlino di queste cose o che pratichino certe cose. Donna oggetto sì, ma allo stesso tempo contenuta in certi argomenti.
Le femmine devono mostrare pudore (imposizione culturale ovviamente spacciata per biologica) evitando di parlarne. Seppur sia a malappena tollerato che le donne si masturbino non è altrettanto tollerato che queste ne parlino apertamente.
-Come può una donna praticare senza vergogna un’attività di autoerotismo in un Paese dove questa è considerata peccato e dove le pubblicità che alludono all’autoerotismo femminile vengono censurate e ritenute contrarie alla morale?
-Perchè ci viene impedito di manifestare piacere sessuale e di esplorare il nostro corpo?
-Perchè nessuno ha mai paragonato questi pregiudizi ad una vera e propria castrazione?
-Come è possibile che ancora oggi una donna che conosce e che invita a conoscere il proprio corpo viene reputata alla stregua di una “poco di buono” o di un “maschiaccio”? Avere un buon rapporto col proprio corpo è un peccato?
Più la società ci impedisce a parlare della propria sessualità più saremo insoddisfatte con il nostro partner in quanto proveremmo vergogna a fagli capire se non siamo soddisfatte.
Come il corpo femminile viene percepito in Italia lo analizzo giorno per giorno. Capire come mai sia accettato o meglio promosso in Italia il fenomeno di spogliarsi o vendere il proprio corpo, ma ci siano allo stesso tempo moltisismi tabù sulla sessualità femminile, potrebbe essere uno spunto per arrivare alla conclusione che la sessualità sia ancora oggi molto incentrata sul piacere maschile e di come quella femminile è concesso appaia solo come uno strumento o come prodotto da associare ad un automobile su un 6×3.
TRATTO DA http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2010/09/04/il-tabu-dellautoerotismo-femminile/
2)Arrivo al punto che c’entra col 3d: parlo da uomo: donne, non pensate che il parlare di certe cose sia meta di una qualche arrivata rivoluzione sessuale…
Da che mondo è mondo è sensato pensare che la popolazione si masturbi… Bisogna solo analizzare la differenza del dosaggio del pudore fra maschi e femmine… Mi piaceva pensare alle donne come esseri delicati che non parlavano di certe cose, pur facendole… Certo che credo che tutto questo essere espliciti derivi dalle sollecitazioni che facciamo noi maschi su certi argomenti (alla fine spingiamo il sesso femminile a essere in qualche modo più maschile e poi ci scandalizziamo se succede)…Cmq, passatemi il paragone, sentire donne che parlano di masturbazione è un po’ come sentire donne che parlano di calcio o che bestemmiano…
Cmq vi ascolto con interesse…”
Questo è l’intervento di un ragazzo su un forum. Argomento principale è la masturbazione femminile. Quest’intervento potrebbe esserre un esempio interessante per avviare una discussione sulla sessualità femminile delle donne italiane di oggi e dell’autoerotismo (tema che mi sta molto a cuore).
L’autrice della discussione si chiedeva come mai nonostante sia una pratica normalissima,ancora oggi la masturbazione femminile sia dalle donne taciuta e che questo ostacolo possa inserirsi in un contesto dove le donne non hanno ancora raggiunto l’emancipazione.
La ragazza ha tentato di sfatare i pregiudizi sulla masturbazione e la vergogna che al giorno d’oggi le donne italiane provano a parlare di questa pratica. Ha aperto un dibattito che ha infastidito molte donne (compresi gli utenti di sesso maschile). La vergogna delle ragazze, leggendo tra le righe, è senza ombra di dubbio conseguenza dei pregiudizi sociali.
I pregiudizi sono forti e noi donne li abbiamo introiettati. La masturbazione viene bollata come appannaggio maschile. Gli utenti maschi utilizzano rigidi stereotipi di genere e non ci risparmiano termini dispregiativi come “cavalle golose” ad esempio. Le donne non possono parlare di sesso perchè sfaterebbero lo stereotipo che le vorrebbe come degli esseri delicati. Sono evidenti le paure degli uomini verso le donne che utilizzano la sessualità per il proprio piacere. Le paure sono molto alte sopratutto se si pensa che l’autoerotismo femminile è una pratica sessuale che esclude la partecipazione maschile e che da maggiori possibilità di raggiungere l’orgasmo.
Insomma, questa pratica è sottoposta a pregiudizi allo stesso modo dell’omosessualità femminile. L’omofobia contro le lesbiche colpisce quanto quella sui gay. Quest’ odio è talmente forte che il 90% degli uomini riescono sopportarle pensandole come un sogno erotico e costruendosi un immaginario riportato in molti film porno. Il resto nemmeno così.
Torniamo alla masturbazione. Qui è la donna che possiede il suo sesso, è soggetto sessuale, è attiva e il fine dell’atto è la propria soddisfazione sessuale. Un fine diverso e con diversi mezzi rispetto a quello della sessualità rappresentata nella cultura pornografica.
Non è un caso che nello stesso Paese dove il modello alternativo alla donna delicata è quello della donna-oggetto, si fa fatica a tollerare che le donne parlino di queste cose o che pratichino certe cose. Donna oggetto sì, ma allo stesso tempo contenuta in certi argomenti.
Le femmine devono mostrare pudore (imposizione culturale ovviamente spacciata per biologica) evitando di parlarne. Seppur sia a malappena tollerato che le donne si masturbino non è altrettanto tollerato che queste ne parlino apertamente.
-Come può una donna praticare senza vergogna un’attività di autoerotismo in un Paese dove questa è considerata peccato e dove le pubblicità che alludono all’autoerotismo femminile vengono censurate e ritenute contrarie alla morale?
-Perchè ci viene impedito di manifestare piacere sessuale e di esplorare il nostro corpo?
-Perchè nessuno ha mai paragonato questi pregiudizi ad una vera e propria castrazione?
-Come è possibile che ancora oggi una donna che conosce e che invita a conoscere il proprio corpo viene reputata alla stregua di una “poco di buono” o di un “maschiaccio”? Avere un buon rapporto col proprio corpo è un peccato?
Più la società ci impedisce a parlare della propria sessualità più saremo insoddisfatte con il nostro partner in quanto proveremmo vergogna a fagli capire se non siamo soddisfatte.
Come il corpo femminile viene percepito in Italia lo analizzo giorno per giorno. Capire come mai sia accettato o meglio promosso in Italia il fenomeno di spogliarsi o vendere il proprio corpo, ma ci siano allo stesso tempo moltisismi tabù sulla sessualità femminile, potrebbe essere uno spunto per arrivare alla conclusione che la sessualità sia ancora oggi molto incentrata sul piacere maschile e di come quella femminile è concesso appaia solo come uno strumento o come prodotto da associare ad un automobile su un 6×3.
TRATTO DA http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2010/09/04/il-tabu-dellautoerotismo-femminile/
Autoerotismo femminile: la psicoterapeuta consiglia...
E’ ancora una delle zone d’ ombra dell’ erotismo. Qualcosa di cui è difficile parlare, proprio perché riguarda la nostra sfera più intima e privata. L’ autoerotismo fa fatica a scrollarsi di dosso quell’ alone di reticenza, vergogna e sensi di colpa che lo hanno sempre accompagnato. Eppure, la masturbazione non va relegata in una posizione di “serie B” rispetto agli altri rapporti sessuali. Anche perché imparare a conoscere il proprio corpo e le sue reazioni, può dare molti spunti per vivere al meglio anche il sesso di coppia. E poi masturbarsi può essere gratificante, meglio ancora se si conoscono tutte le tecniche e i segreti. Perché anche nell’ autoerotismo non c’e’ un solo modo per provare piacere. Noi ve ne proponiamo alcuni: leggete come metterli in pratica, provateli e scegliete quello che preferite.
1) Di sicuro raggiungere l’ orgasmo accarezzandosi il clitoride è la tattica più diffusa tra le donne. La posizione migliore? Sdraiate supine, con le gambe allargate. Racconta Marina: “Vado quasi subito sul clitoride, non amo accarezzarmi il seno o altro. So perfettamente come muovere le dita, posso rallentare o aumentare il ritmo a seconda se voglio avere subito l’ orgasmo o se voglio concedermi un piacere più lungo” E’ il metodo più classico, ma naturalmente esistono molte varianti.
Si possono utilizzare le dita centrali della mano, tenendole unite e premendole con un gesto circolare oppure con un solo dito per stimolare direttamente il clitoride. Se vuoi un piacere prolungato, prova a sfiorare leggermente ma in modo continuo solo la zona intorno al clitoride. Se invece vuoi arrivare in fretta all’ orgasmo, stuzzicalo con l’ indice usando anche la tattica dei piccoli colpi, picchiettando leggermente e variando ritmo. Non dimenticare, all’ inizio, di bagnare le dita, altrimenti puoi provare fastidio o dolore.
Puoi provare anche il potere erogeno delle piccole labbra, e scoprire magari che ce n’ e’ una più reattiva dell’ altra.
2) A pancia in giù. E’ una posizione che può essere molto eccitante, anche se di solito questo modo di masturbarsi rivela un atteggiamento piuttosto inibito verso il sesso. Lo conferma Laura, 31 anni: “L’ ho scoperto quando ero ragazzina. Mi è sempre piaciuto dormire a pancia in giù e non ci ho messo molto a capire che muovendomi ritmicamente e premendo i genitali sul letto potevo provare sensazioni piacevoli. Non mi sono mai toccata in altro modo, per pudore”.
Prova a sdraiarti sul letto e spingi il pube contro il materasso, movendo il bacino e strusciandoti con un movimento ritmico. A questo punto divarica leggermente le gambe e comincia a toccarti il clitoride con le dita, sempre premendo contro il materasso.
Puoi farlo anche tenendoti le mutandine e per accarezzarti infilando le dita sotto l’ elastico: per molte donne, il contatto con un indumento aumenta il piacere.
3) Con un cuscino tra le gambe. Per molte donne l’ autoerotismo è cominciato così, strofinandosi contro un cuscino. In un modo indiretto quindi, dato che le mani non toccano direttamente i genitali. Ecco cosa dice Elena, 32 anni: “Da ragazzina, prima di addormentarmi, avevo l’ abitudine di mettere un cuscino tra le gambe che stringevo e sul quale mi strusciavo. Non arrivavo all’ orgasmo, ma le sensazioni che mi procuravo erano piacevoli. E anche adesso che sono adulta è la tecnica autoerotica che preferisco”. Per gli esperti, molte donne che amano questo tipo di masturbazione spesso hanno un clitoride ipersensibile, per questo evitano il contatto diretto.
Puoi adottare questa tecnica stando seduta o sdraiata. Prendi un cuscino e stringilo tra le cosce. A questo punto varia il movimento, cercando quello che preferisci: se sei seduta, puoi dondolarti avanti e indietro con tutto il busto, se vuoi stare sdraiata muovi le gambe strofinando i genitali contro il cuscino.
4) Stringendo forte le cosce. Anche questa tecnica rientra di solito nei primi tentativi di autoerotismo “involontario”. Secondo i sessuologi è probabile che le donne che riescono ad arrivare all’ orgasmo in questo modo abbiano una particolarità a livello fisico, e cioè una notevole risposta delle terminazioni nervose che collegano il clitoride con i nervi interni della parte alta delle cosce. Racconta Roberta:” L’ ho fatto persino in treno, senza che le persone sedute vicino a me se ne siano neppure accorte. Riesco a rimanere immobile, basta prendere il ritmo e poi è come se i muscoli delle cosce si muovessero involontariamente. E’ una tecnica che preferisco rispetto a quelle più dirette, dove sono coinvolte le mani”.
Il piacere viene raggiunto con la contrazione ed il rilassamento dei muscoli vicini all’ inguine. Masturbarsi in questo modo non comporta movimenti o gesti troppo visibili. Siediti con le gambe accavallate, stringi forte le cosce e muovi i muscoli aritmicamente in modo da coinvolgere nella pressione anche i genitali. Le mani possono intanto esplorare altre zone del corpo. Anche se non tutte le donne riescono ad avere un orgasmo in questo modo, il piacere che ne deriva è comunque forte.
5) Un “idromassaggio erotico”. Una stimolazione piacevole, anche se non necessariamente finalizzata all’ orgasmo, è quella con il getto dell’ acqua. E’ la preferita da Elena, 37 anni: “E’ un piacere che mi concedo spesso. Ogni tanto arrivo all’ orgasmo, aiutandomi con le dita, altre volte raggiungo solo uno stato di grande eccitazione”. E’ una tecnica indicata anche alle più inibite, perché non c’e’ necessariamente un contatto diretto tra i genitali e le mani.
Il segreto è rilassarsi il più possibile. Fai scendere un po’ d’ acqua calda nella vasca, poi immergiti e allarga le gambe, tenendole piegate. Regola il getto della doccia “a telefono”, e indirizzalo sui genitali, movendolo a piacere. Varia la pressione dell’ acqua, alternando un getto leggero con uno più potente.
Un consiglio psicologico: se la masturbazione per te è una cosa “sporca”, “peccaminosa”, prova a toccarti prima di iniziare a fare il bagno o la doccia: l’ acqua poi laverà via tutto, anche il senso di colpa!
(di Valeria Chierichetti, con la consulenza di Roberta Rossi, psicoterapeuta presso l’ istituto di sessuologia clinica di Roma)
TRATTO DA http://www.salus.it/sessuologia-c44/masturbazione-c110/autoerotismo-femminile--la-psicoterapeuta-consiglia----1685.html
1) Di sicuro raggiungere l’ orgasmo accarezzandosi il clitoride è la tattica più diffusa tra le donne. La posizione migliore? Sdraiate supine, con le gambe allargate. Racconta Marina: “Vado quasi subito sul clitoride, non amo accarezzarmi il seno o altro. So perfettamente come muovere le dita, posso rallentare o aumentare il ritmo a seconda se voglio avere subito l’ orgasmo o se voglio concedermi un piacere più lungo” E’ il metodo più classico, ma naturalmente esistono molte varianti.
Si possono utilizzare le dita centrali della mano, tenendole unite e premendole con un gesto circolare oppure con un solo dito per stimolare direttamente il clitoride. Se vuoi un piacere prolungato, prova a sfiorare leggermente ma in modo continuo solo la zona intorno al clitoride. Se invece vuoi arrivare in fretta all’ orgasmo, stuzzicalo con l’ indice usando anche la tattica dei piccoli colpi, picchiettando leggermente e variando ritmo. Non dimenticare, all’ inizio, di bagnare le dita, altrimenti puoi provare fastidio o dolore.
Puoi provare anche il potere erogeno delle piccole labbra, e scoprire magari che ce n’ e’ una più reattiva dell’ altra.
2) A pancia in giù. E’ una posizione che può essere molto eccitante, anche se di solito questo modo di masturbarsi rivela un atteggiamento piuttosto inibito verso il sesso. Lo conferma Laura, 31 anni: “L’ ho scoperto quando ero ragazzina. Mi è sempre piaciuto dormire a pancia in giù e non ci ho messo molto a capire che muovendomi ritmicamente e premendo i genitali sul letto potevo provare sensazioni piacevoli. Non mi sono mai toccata in altro modo, per pudore”.
Prova a sdraiarti sul letto e spingi il pube contro il materasso, movendo il bacino e strusciandoti con un movimento ritmico. A questo punto divarica leggermente le gambe e comincia a toccarti il clitoride con le dita, sempre premendo contro il materasso.
Puoi farlo anche tenendoti le mutandine e per accarezzarti infilando le dita sotto l’ elastico: per molte donne, il contatto con un indumento aumenta il piacere.
3) Con un cuscino tra le gambe. Per molte donne l’ autoerotismo è cominciato così, strofinandosi contro un cuscino. In un modo indiretto quindi, dato che le mani non toccano direttamente i genitali. Ecco cosa dice Elena, 32 anni: “Da ragazzina, prima di addormentarmi, avevo l’ abitudine di mettere un cuscino tra le gambe che stringevo e sul quale mi strusciavo. Non arrivavo all’ orgasmo, ma le sensazioni che mi procuravo erano piacevoli. E anche adesso che sono adulta è la tecnica autoerotica che preferisco”. Per gli esperti, molte donne che amano questo tipo di masturbazione spesso hanno un clitoride ipersensibile, per questo evitano il contatto diretto.
Puoi adottare questa tecnica stando seduta o sdraiata. Prendi un cuscino e stringilo tra le cosce. A questo punto varia il movimento, cercando quello che preferisci: se sei seduta, puoi dondolarti avanti e indietro con tutto il busto, se vuoi stare sdraiata muovi le gambe strofinando i genitali contro il cuscino.
4) Stringendo forte le cosce. Anche questa tecnica rientra di solito nei primi tentativi di autoerotismo “involontario”. Secondo i sessuologi è probabile che le donne che riescono ad arrivare all’ orgasmo in questo modo abbiano una particolarità a livello fisico, e cioè una notevole risposta delle terminazioni nervose che collegano il clitoride con i nervi interni della parte alta delle cosce. Racconta Roberta:” L’ ho fatto persino in treno, senza che le persone sedute vicino a me se ne siano neppure accorte. Riesco a rimanere immobile, basta prendere il ritmo e poi è come se i muscoli delle cosce si muovessero involontariamente. E’ una tecnica che preferisco rispetto a quelle più dirette, dove sono coinvolte le mani”.
Il piacere viene raggiunto con la contrazione ed il rilassamento dei muscoli vicini all’ inguine. Masturbarsi in questo modo non comporta movimenti o gesti troppo visibili. Siediti con le gambe accavallate, stringi forte le cosce e muovi i muscoli aritmicamente in modo da coinvolgere nella pressione anche i genitali. Le mani possono intanto esplorare altre zone del corpo. Anche se non tutte le donne riescono ad avere un orgasmo in questo modo, il piacere che ne deriva è comunque forte.
5) Un “idromassaggio erotico”. Una stimolazione piacevole, anche se non necessariamente finalizzata all’ orgasmo, è quella con il getto dell’ acqua. E’ la preferita da Elena, 37 anni: “E’ un piacere che mi concedo spesso. Ogni tanto arrivo all’ orgasmo, aiutandomi con le dita, altre volte raggiungo solo uno stato di grande eccitazione”. E’ una tecnica indicata anche alle più inibite, perché non c’e’ necessariamente un contatto diretto tra i genitali e le mani.
Il segreto è rilassarsi il più possibile. Fai scendere un po’ d’ acqua calda nella vasca, poi immergiti e allarga le gambe, tenendole piegate. Regola il getto della doccia “a telefono”, e indirizzalo sui genitali, movendolo a piacere. Varia la pressione dell’ acqua, alternando un getto leggero con uno più potente.
Un consiglio psicologico: se la masturbazione per te è una cosa “sporca”, “peccaminosa”, prova a toccarti prima di iniziare a fare il bagno o la doccia: l’ acqua poi laverà via tutto, anche il senso di colpa!
(di Valeria Chierichetti, con la consulenza di Roberta Rossi, psicoterapeuta presso l’ istituto di sessuologia clinica di Roma)
TRATTO DA http://www.salus.it/sessuologia-c44/masturbazione-c110/autoerotismo-femminile--la-psicoterapeuta-consiglia----1685.html
Sesso, autoerotismo femminile
Autoerotismo: il sesso “è tutto mio”, sembrano dirlo il 45% delle donne che praticano con regolarità la masturbazione, traendo piacere senza la partecipazione di partner, maschili o femminili che siano.
L’autoerotismo rilassa, tranquillizza, è piacevole, fa passare il mal di testa, favorisce il sonno e a volte può anche essere un bel preludio al rapporto sessuale con il partner. Lo ha affermato la scrittrice spagnola Sylvia de Béjar, autrice del libro “Il piacere è tutto mio”. Il termine masturbazione proviene dal latino “manus” (mano) e “stuprare” (sporcare, contaminare), e questo spiega che questo atto sia stato aspramente condannato per tanti secoli.
La Chiesa cattolica afferma ancora oggi che la masturbazione è una perversione. Al giorno d’oggi la sessualità si è fatta più libera, ma le donne che ammettono di masturbarsi sono ancora poche (il 45% della popolazione femminile si masturberebbe regolarmente). Senso di colpa e vergogna? L’educazione che riceviamo gioca un ruolo importante nella nostra sessualità. Numerosi studi dimostrano che le donne che si dedicano a questa pratica hanno una vita sessuale molto più attiva e soddisfacente.
Buono a sapersi, la maggior parte delle donne raggiunge l’orgasmo solo masturbandosi, che è il modo migliore per conoscere i propri punti sensibili e scoprire il proprio corpo: clitoride, punto G e altre zone erogene. L’autoerotismo permette alle donne di scoprire l’orgasmo, che viene raggiunto più facilmente con la masturbazione che durante il rapporto sessuale di coppia. L’autoerotismo è quindi una tappa nella scoperta del piacere del proprio corpo.
Per una donna, gli organi sessuali sono nascosti, e l’eccitazione non è visibile, anche se presente. Di conseguenza le sensazioni sessuali delle adolescenti e delle giovani donne spesso non sono capite e interpretate come reazioni sessuali, ma piuttosto come emozioni, e dato che gli organi sessuali hanno pochi contatti, ci vuole tempo per scoprire i piaceri sessuali del corpo.
La vagina non è toccata dai vestiti o dall’acqua della doccia come nel caso del pene. Il clitoride è un po’ più stimolato, ma dato che è molto più piccolo e nascosto avrà sempre molte meno esperienze di contatto rispetto al pene. Quindi le donne scoprono la masturbazione in ritardo rispetto agli uomini, è semplicemente una questione di anatomia. Moltissime donne scoprono la masturbazione solo dopo aver fatto l’amore.
Masturbarsi quando si è sole non significa per forza compensare una mancanza dei rapporti sessuali. E’ un atto che permette un momento di piacere esclusivo ed egoistico, durante il quale tutti i limiti vengono dimenticati e tutte le fantasie sessuali sono possibili. Condiviso con il proprio compagno è un momento di complicità e fiducia.
TRATTO DA http://www.sdamy.com/sesso-autoerotismo-femminile-12878.html
L’autoerotismo rilassa, tranquillizza, è piacevole, fa passare il mal di testa, favorisce il sonno e a volte può anche essere un bel preludio al rapporto sessuale con il partner. Lo ha affermato la scrittrice spagnola Sylvia de Béjar, autrice del libro “Il piacere è tutto mio”. Il termine masturbazione proviene dal latino “manus” (mano) e “stuprare” (sporcare, contaminare), e questo spiega che questo atto sia stato aspramente condannato per tanti secoli.
La Chiesa cattolica afferma ancora oggi che la masturbazione è una perversione. Al giorno d’oggi la sessualità si è fatta più libera, ma le donne che ammettono di masturbarsi sono ancora poche (il 45% della popolazione femminile si masturberebbe regolarmente). Senso di colpa e vergogna? L’educazione che riceviamo gioca un ruolo importante nella nostra sessualità. Numerosi studi dimostrano che le donne che si dedicano a questa pratica hanno una vita sessuale molto più attiva e soddisfacente.
Buono a sapersi, la maggior parte delle donne raggiunge l’orgasmo solo masturbandosi, che è il modo migliore per conoscere i propri punti sensibili e scoprire il proprio corpo: clitoride, punto G e altre zone erogene. L’autoerotismo permette alle donne di scoprire l’orgasmo, che viene raggiunto più facilmente con la masturbazione che durante il rapporto sessuale di coppia. L’autoerotismo è quindi una tappa nella scoperta del piacere del proprio corpo.
Per una donna, gli organi sessuali sono nascosti, e l’eccitazione non è visibile, anche se presente. Di conseguenza le sensazioni sessuali delle adolescenti e delle giovani donne spesso non sono capite e interpretate come reazioni sessuali, ma piuttosto come emozioni, e dato che gli organi sessuali hanno pochi contatti, ci vuole tempo per scoprire i piaceri sessuali del corpo.
La vagina non è toccata dai vestiti o dall’acqua della doccia come nel caso del pene. Il clitoride è un po’ più stimolato, ma dato che è molto più piccolo e nascosto avrà sempre molte meno esperienze di contatto rispetto al pene. Quindi le donne scoprono la masturbazione in ritardo rispetto agli uomini, è semplicemente una questione di anatomia. Moltissime donne scoprono la masturbazione solo dopo aver fatto l’amore.
Masturbarsi quando si è sole non significa per forza compensare una mancanza dei rapporti sessuali. E’ un atto che permette un momento di piacere esclusivo ed egoistico, durante il quale tutti i limiti vengono dimenticati e tutte le fantasie sessuali sono possibili. Condiviso con il proprio compagno è un momento di complicità e fiducia.
TRATTO DA http://www.sdamy.com/sesso-autoerotismo-femminile-12878.html
Autoerotismo femminile
Il corpo femminile nella nostra cultura è stato visto storicamente in maniera duplice e antitetica: o venerato come corpo materno o disprezzato e desiderato come corpo della prostituta. L'erotismo femminile solo di recente, in seguito ai cambiamenti relativi alla parità e all'effettiva entrata di numerose donne nel mondo produttivo, si è affrancato da questa scissione. Ma ancora oggi in molte famiglie, i diritti e i doveri dei figli maschie e delle figlie femmine non sono gli stessi.
Una certa complicità culturale si riscontra ancora per un erotismo maschile considerato come più difficile da tenere a freno mentre alle ragazze si chiede di non essere troppo provocanti.
Una visione decisamente datata della sessualità femminile è quella di Freud.
Si pensava che il piacere clitorideo della bambina fosse una fase di transizione verso quello vaginale della donna adulta e che quindi nella crescita dovesse essere abbandonata l'attenzione al clitoride. Donne incomplete nello sviluppo, donne falliche, erano quelle che restavano capaci di avere un orgasmo attraverso la stimolazione del "piccolo pene", il clitoride appunto.
Le recenti ricerche testimoniano che l'autoerotismo femminile è strettamente legato alla stimolazione diretta o indiretta del clitoride e solo una piccola percentuale di ragazze e di donne utilizza la penetrazione con le dita o con oggetti per ottenere l'eccitazione o l'orgasmo.
Quando la masturbazione si avvale della penetrazione viene esercitata una pressione sull'anello muscolare dell'orifizio vaginale e sulla parete anteriore della vagina stessa. In questa zona è collocato il famoso punto G, dal nome del ginecologo Ernst Grafenberg che negli anni '50 si era occupato dell'orgasmo femminile. Alcune donne affermano che se stimolate manualmente o col vibratore sul punto G riescono ad avere un orgasmo e a volte anche un'eiaculazione.
Molte donne, oltre a sentirsi in grave disagio per questa attività, pensano che possa essere adeguata solo in determinate circostanze e per certi scopi.Va bene quindi nell'adolescenza o in assenza di un partner o se l'intesa sessuale non è delle migliori. Insomma la visione attuale della masturbazione è per lo più quella di un surrogato tollerabile in assenza di un'attività più nobile: il coito.
Si è già detto che tra le funzioni dell'erotismo quella di preparazione all'incontro con l'altro è senza dubbio presente.
Si tratta di esplorare e di conoscere le proprie potenzialità e caratteristiche per scambiare col partner in maniera attiva il piacere corporeo più coinvolgente che si conosca.
Ma le funzioni non si esauriscono qui: anche l'autostima e il senso di sé possono essere accresciuti dall'autoerotismo.In periodi critici della vita, il sentirsi fuori dal circuito seduttivo ed erotico, può scatenare ansie e incertezze e l'erotismo può essere un ansiolitico potente.
Alcune donne , in linea con la vecchia tradizione freudiana, pensano infine che la masturbazione sposti l'interesse dal coito e ne ostacoli l'orgasmo. I dati delle ricerche sostengono esattamente il contrario: donne capaci di provare l'orgasmo attraverso l'autostimolazione sono favorite nel provarlo durante il rapporto, mentre chi non ha mai fatto quest'esperienza parte un po' svantaggiata.
Le nuove terapie sessuali per l'anorgasmia, infatti si avvalgono di prescrizioni che prevedono la conoscenza del proprio corpo attraverso atlanti di anatomia e l'utilizzo dello specchio, nonché di esplorazioni manuali per trovare le zone più sensibili e il tipo di pressione più gradita e il ritmo da mantenere nell'esercitarla: insomma un allenamento autoerotico è previsto per colmare quella lacuna che si è formata nello sviluppo di alcune donne. Il passaggio dalla masturbazione in separata sede a quella di coppia prevede una forte dose di fiducia reciproca e l'eliminazione di eccessivi pudori.
TRATTO DA http://www.salus.it/sessuologia-c44/masturbazione-c110/autoerotismo-femminile-1686.html
Una certa complicità culturale si riscontra ancora per un erotismo maschile considerato come più difficile da tenere a freno mentre alle ragazze si chiede di non essere troppo provocanti.
Una visione decisamente datata della sessualità femminile è quella di Freud.
Si pensava che il piacere clitorideo della bambina fosse una fase di transizione verso quello vaginale della donna adulta e che quindi nella crescita dovesse essere abbandonata l'attenzione al clitoride. Donne incomplete nello sviluppo, donne falliche, erano quelle che restavano capaci di avere un orgasmo attraverso la stimolazione del "piccolo pene", il clitoride appunto.
Le recenti ricerche testimoniano che l'autoerotismo femminile è strettamente legato alla stimolazione diretta o indiretta del clitoride e solo una piccola percentuale di ragazze e di donne utilizza la penetrazione con le dita o con oggetti per ottenere l'eccitazione o l'orgasmo.
Quando la masturbazione si avvale della penetrazione viene esercitata una pressione sull'anello muscolare dell'orifizio vaginale e sulla parete anteriore della vagina stessa. In questa zona è collocato il famoso punto G, dal nome del ginecologo Ernst Grafenberg che negli anni '50 si era occupato dell'orgasmo femminile. Alcune donne affermano che se stimolate manualmente o col vibratore sul punto G riescono ad avere un orgasmo e a volte anche un'eiaculazione.
Molte donne, oltre a sentirsi in grave disagio per questa attività, pensano che possa essere adeguata solo in determinate circostanze e per certi scopi.Va bene quindi nell'adolescenza o in assenza di un partner o se l'intesa sessuale non è delle migliori. Insomma la visione attuale della masturbazione è per lo più quella di un surrogato tollerabile in assenza di un'attività più nobile: il coito.
Si è già detto che tra le funzioni dell'erotismo quella di preparazione all'incontro con l'altro è senza dubbio presente.
Si tratta di esplorare e di conoscere le proprie potenzialità e caratteristiche per scambiare col partner in maniera attiva il piacere corporeo più coinvolgente che si conosca.
Ma le funzioni non si esauriscono qui: anche l'autostima e il senso di sé possono essere accresciuti dall'autoerotismo.In periodi critici della vita, il sentirsi fuori dal circuito seduttivo ed erotico, può scatenare ansie e incertezze e l'erotismo può essere un ansiolitico potente.
Alcune donne , in linea con la vecchia tradizione freudiana, pensano infine che la masturbazione sposti l'interesse dal coito e ne ostacoli l'orgasmo. I dati delle ricerche sostengono esattamente il contrario: donne capaci di provare l'orgasmo attraverso l'autostimolazione sono favorite nel provarlo durante il rapporto, mentre chi non ha mai fatto quest'esperienza parte un po' svantaggiata.
Le nuove terapie sessuali per l'anorgasmia, infatti si avvalgono di prescrizioni che prevedono la conoscenza del proprio corpo attraverso atlanti di anatomia e l'utilizzo dello specchio, nonché di esplorazioni manuali per trovare le zone più sensibili e il tipo di pressione più gradita e il ritmo da mantenere nell'esercitarla: insomma un allenamento autoerotico è previsto per colmare quella lacuna che si è formata nello sviluppo di alcune donne. Il passaggio dalla masturbazione in separata sede a quella di coppia prevede una forte dose di fiducia reciproca e l'eliminazione di eccessivi pudori.
TRATTO DA http://www.salus.it/sessuologia-c44/masturbazione-c110/autoerotismo-femminile-1686.html
La sottile arte dell'autoerotismo femminile
Abbiamo affrontato non sovente l'argomento dell'autoerotismo, raccontandone alcuni aspetti e interpretando alcune declinazioni. Dal racconto agli oggetti, scivendo di studi sul comportamento sessuale femminile e mostrandovi alcune eccitanti fotogallery. Oggi vorremmo fare un veloce excursus di quello che l'arte dell'autoerotismo (la masturbazione) ha significato nella storia dell'uomo.
Pare che la prima testimonianza archeologica dell'arte dell'autoerotismo femminile risalga almeno a 28.000 anni fa: nel 2005 fu trovato in Germania nella caverna di Hohle Fels, ove fu rinvenuto un fallo di pietra levigata risalente a tale epoca, probabilmente per essere utilizzato come oggetto di piacere.
In generale l'autoerotismo, maschile o femminile che fosse, fu sempre ben accetto nell'antichità. Per gli antichi Egizi il dio Atum, masturbandosi, diede vita ai primi esseri viventi autofecondandosi col proprio sperma.
Tra gli antichi greci, poi, la masturbazione era considerata un atto naturale. Il filosofo Diogene il Cinico addirittura eseguiva pratiche di autoerotismo in pubblico.
Una visione fortemente negativa all'autoerotismo fu diffusa dalla scienza medica fra l'inizio del Settecento e la fine dell'Ottocento. Secondo Laqueur, alla radice di questa posizione c'è la pubblicazione, nel 1712, dell'opuscolo "Onania: ovvero l'odioso peccato dell'autopolluzione" e tutte le spaventose conseguenze per entrambi i sessi.
L'opuscolo anonimo ebbe ampia diffusione, testimoniata dalle numerose ristampe eseguite per tutto il secolo successivo. Secondo Thomas Laqueur, il suo autore sarebbe stato il chirurgo John Marten, desideroso di promuovere la vendita di tinture e polveri curative di sua produzione.
Fra il 1760 e il 1905, una delle tante edizioni derivate (quella francese) ebbe 63 ristampe. Il libello cosi tante volte stampato e distribuito fu alla base di molte superstizioni pseudoscientifiche, perdurate fino a tempi recenti, che hanno collegato la masturbazione alla cecità e all'incurvamento della colonna vertebrale.
Solo di recente con la nascita della sessuologia questo atteggiamento negativo fu abbandonato. Uno dei primi studi che contestò le tesi considerate valide fino ad allora fu Studies in the Psychology of Sex, pubblicato nel 1987 da Havelock Ellis. La normalità dell'autoerotismo e della pratica masturbatoria per uomini e donne fu molto propagandata negli anni '40 e '50 dal famoso sessuologo Alfred Kinsey.
L'autoerotismo femminile, a differenza di quello maschile, è - in un certo senso - una vera arte
TRATTO DA http://www.100seduzioni.it/index.php?/archives/753-La-sottile-arte-dellautoerotismo-femminile.html
Carmen Consoli su droga, autoerotismo, sognando un figlio gay
Non ha mai avuto paura di scandalizzare, Carmen Consoli, né di essere irriverente. Anzi, probabilmente questa sua vena provocatoria è parte del successo delle sue canzoni. E anche le sue ultime dichiarazioni non lasciano adito a dubbi circa la sua capacità/intenzione di provocare.
In un’intervista alla rivista A in edicola questa settimana la cantantessa non risparmia parole forti su alcuni argomenti delicati
Quanto al sesso afferma: “Potrei innamorarmi di una donna. Essere etero o no per me non conta”. E ancora: “Sono single anche se mi piacerebbe incontrare una persona con cui condividere, però non voglio forzare la mano. Non ho la frenesia dell’accoppiamento, per cui preferisco aspettare. Mal che vada, c’è sempre il fai da te”. Figli? Perché no. Meglio se gay.
Sull’argomento droghe il pensiero di Carmen Consoli è che “oguno fa ciò che vuole e il fatto che ci sia una legge che ne vieta l’utilizzo non impedisce certo che le droghe ci siano. Sono dell’idea di legalizzarle, liberalizzarle, metterle a disposizione di tutti perché interromperebbe un traffico illecito che è alla base di tanti altri mali”.
E infine, da donna nel paese delle Bunga Girl dichiara: “Non l’ho mai data per ottenere qualcosa. Sono sempre andata avanti per la mia strada, ho studiato tanto, metto sempre molta passione in tutto ciò che faccio”.
L’appuntamento più prossimo con la cantantessa è per il 20 aprile a Roma, all’Earth Day Italia 2011, il grande evento musicale gratuito per La giornata Mondiale della Terra. Per l’occasione la Consoli allestirà un set ad hoc, composto dalla sua band storica allargata ad un sestetto d’archi, che contemplerà un percorso di ricerca non solo di suoni ma anche di immagini che approfondiscono in maniera originale alcuni tra i temi dedicati all’ambiente. L’altra grande protagonista dell’evento che si svolge nell’area del Galoppatoio di Villa Borghese è Patty Smith.
TRATTO DA http://musica.virgilio.it/news/pop/carmen-consoli-su-droga-autoerotismo-sognando-figlio-gay.html?pmk=rss
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